Content Delivery Network (CDN) con WordPress

 In Web design

Una “Content Delivery Network” (CDN) è letteralmente una rete di distribuzione di contenuti. Banalmente, si tratta di una serie di computer sparsi nel mondo e interconnessi fra di loro (detti nodi, o “nodes” in inglese) attraverso Internet, con lo scopo di distribuire dei contenuti multimediali in maniera geograficamente efficace quanto trasparente per gli utenti. Si tratta di un servizio aggiuntivo rispetto allo hosting.

Come funziona la CDN?

  • WordPress senza la CDN

Content delivery network: origini in Italia

Le origini della CDN risalgono al 1995 con la tecnologia WorldDirector della NEXUS-IBA, un’azienda italiana fondata nel 1979 a Milano. Si tratta di una tecnologia proprietaria basata su componenti open source, in grado di offrire una rete trasparente di server distribuiti a livello globale (“edge caching servers”). Questa rete offre all’utente finale contenuti Internet, streaming e applicazioni con alta velocità, qualità e affidabilità. Nel 2000, grazie al successo commerciale, è stata creata una spinoff di NEXUS-IBA dedicata soltanto a WorldDirector, tale Wornex.

A cosa serve avere una CDN?

L’esempio più imponente è lo streaming video di un evento importante, come un keynote di Apple. In questi casi, occorre distribuire il flusso audio-video in maniera fluida, evitando per quanto possibile di tagliare fuori gli utenti. Se il servizio hosting fosse situato negli USA, utenti americani riceverebbero un servizio più veloce rispetto agli europei. Proprio in virtù della Content Delivery Network, all’utente finale viene servito il contenuto dal server geograficamente a lui più vicino. Pertanto, siamo in presenza di una rete di distribuzione di contenuti che fornisce un’esperienza maggiormente consistente per tutti.

Per grandi siti web, ricchi di contenuti, vale lo stesso discorso. E per le PMI, con i piccoli siti vetrina del Ticino? La CDN non è un must imperativo, tuttavia è uno step consigliato: il risultato finale è un sito sensibilmente più veloce. Last but not least, la Content Delivery Network non è sempre costosa e fuori portata.

La CDN in un contesto più ampio: PageSpeed Insights

La CDN è un fattore importante, ma da solo non basta. Vanno prese in considerazione una serie di linee guida note in inglese come “PageSpeed Insights“. Si tratta di uno strumento di Google per misurare la performance di una pagina web su desktop e mobile. Considerato che ogni utente ha una connessione Internet variabile, le “best practice” si concentrano sulle ottimizzazioni slegate dalla rete: pertanto lato server, HTML, CSS, JS.

PageSpeed: caricamento della pagina

Lo strumento prende in considerazione due elementi per misurare la performance di una pagina:

  • tempo di caricamento dei contenuti “above the fold”: tempo trascorso dal momento in cui un utente richiede una nuova pagina a quello in cui il browser visualizza i contenuti visibili senza effettuare lo scrolling della pagina.
  • tempo di caricamento completo della pagina: tempo trascorso dal momento in cui un utente richiede una nuova pagina a quello in cui il browser la visualizza completamente.

Nella pratica, per raggiungere punteggi alti, vi sono una serie di tecniche da implementare, quali:

  1. ottimizzare le immagini e ridurne il peso;
  2. differire il caricamento di Javascript e CSS non essenziali al contenuto “above the fold”;
  3. utilizzare la funzione “minify” di CSS e Javascript;
  4. ridurre il numero di richieste da parte del browser attraverso “expiry headers”;
  5. utilizzare la compressione gzip lato server.

In primis, va detto che nessun tema WordPress è sviluppato in maniera nativa per la PageSpeed, salvo forse rare eccezioni. Per differire il caricamento di javascript e CSS, occorre far uso di plugin di terze parti che vadano ad intromettersi nel codice del tema attivo, con potenziali problemi di compatibilità. L’autore consiglia di installare il plugin W3 Total Cache (grazie Andrés!), configurarlo e verificare le pagine. Almeno in teoria, tale modus operandi dovrebbe portare dei risultati. Nella realtà, tuttavia, ogni tema di WordPress è diverso. A complicare le cose, taluni plugin fanno uso di javascript e css esterni: in questi casi, aggiungiamo righe di codice che il designer non può toccare.

Chi scrive ha constatato che una parte dei servizi hosting condivisi in Svizzera non sono adatti alla PageSpeed: le pratiche consigliate non producono i risultati significativi che ci si aspetterebbe. Pertanto, la scelta di un host davvero veloce e con una CDN integrata è essenziale. Per controllare lo status del proprio sito web è possibile utilizzare uno strumento gratuito chiamato GTmetrix.

Content Delivery Network: in conclusione

Fare un sito non è sufficiente. Occorre fare in modo che sia veloce. Pertanto, appare evidente come non siamo più di fronte alla vecchia “pagina da vedere sul PC”, né ad un “investimento superfluo”. Al contrario, serve e oggi è uno strumento ancor più complesso da realizzare.

La CDN, in definitiva, è una questione di user experience (UX) da non sottovalutare. Un sito veloce (e professionale) è in grado di lasciare un’impressione positiva nella mente dei visitatori, il che aumenta le chances di un ritorno.

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