Professione youtuber: è possibile inventarsi un lavoro?

 In YouTube

Professione youtuber: è possibile inventarsi un lavoro simile? Mai come in questo periodo storico, caratterizzato in Ticino da un mondo del lavoro in crisi, dumping salariale e disoccupazione, per sbarcare il lunario occorre reinventarsi. Cambiare settore di lavoro, intraprendere una nuova formazione oppure… inventarsi un nuovo ruolo. L’autore di questo blog osserva con interesse le idee innovative che diventano start up (e quindi lavoro): da FbSocialPet (un social media per animali) fino a Clara Swiss Tech (creatori della omonima giacca smart) solo per fare due esempi.

YouTube, prima dei grandi youtuber di professione

La stessa YouTube nasce come start up nel 2005. Fondata da tre impiegati di PayPal, nasce come sito dove caricare brevi video. L’estate dello stesso anno vede l’azienda uno dei siti con maggiore crescita: si parla di oltre 65’000 video caricati. Il 9 ottobre 2006, l’azienda viene acquistata da Google per la cifra di 1,65 miliardi di dollari in azioni proprie. Nel 2009, arrivano i video a 1080p, mentre nel 2010 YouTube introduce il supporto per i video in 4K. Il supporto per i video a 360°, infine, arriva nel 2015.

Il business model di YouTube si basa sulla pubblicità: le views dei video generano ricavi. Più video, più views uguale maggiori ricavi. Secondo Omid Kordestani (ex di Google), negli USA la piattaforma di video è in grado di raggiungere più persone fra i 18 e i 49 anni rispetto a qualsiasi canale TV. Buona parte del traffico proviene dal mobile, con prevalenza di utenti giovani.

Youtuber: audience, target, opportunità di advertising

Gli utenti vanno su YouTube per divertirsi, rilassarsi e per informarsi. Da un lato, YouTube è un media che ben si presta al marketing: un video pubblicitario è in grado di trasformare gli utenti in clienti. I brand cercano determinati target di utenti che potrebbero rispecchiarsi in certi canali YouTube da sponsorizzare. Un esempio interessante è stato il Ford Fiesta Movement del 2009: negli USA, Ford affida una Fiesta a 100 star youtuber per 6 mesi, chiedendo di completare una missione al mese con la propria automobile. Ford fa parlare di sè, gli youtuber creano i loro contenuti. Risultato finale: Fiesta riceve 6.5 milioni di views su YouTube e 50,000 richieste di informazioni riguardo l’automobile!

fordfiestamovement_youtuber

Dall’altro lato, servono spettatori e youtuber che creano contenuti di qualità. Ecco quindi la nascita di un lavoro vero e proprio, fatto di editing e sessioni di shooting. Con una certa base di iscritti e views, lo youtuber può monetizzare i video e almeno in parte autofinanziarsi nuove apparecchiature e, perché no, un affitto. Maggiore è l’audience coinvolta, maggiore sarà il traffico. Secondo Josh Dickey, giornalista di Mashable, l’industria si sta adattando all’oceano di opportunità generato proprio dagli youtuber. Pertanto, non è azzardato ritenere che YouTube può diventare opportunità di lavoro, da cui potrebbe nascere una start up.

Come diventare youtuber

Con l’evoluzione di telecamere, computer e software di montaggio video, gli strumenti per creare video di buona qualità sono diventati alla portata di molti: un MacBookPro, una licenza di FinalCut Pro, una videocamera in HD. Non solo registi e montatori ad occuparsi di video, chiunque può farlo (dopo l’università).

Se di contenuti si tratta, a parere di chi scrive, l’originalità e l’utilità del video, al pari della qualità audio/video sono fattori importanti per avere successo. La diffusione (virale) del video resta però essenziale. Non dimentichiamo che YouTube è una comunità fatta di altri youtuber. Emergere senza essere parte della comunità è molto difficile. Un piano di marketing per il canale non è poi un’idea tanto fuori luogo, tant’è che esistono degli strumenti detti “YouTube Analytics” per monitorare le views. Da tutto questo, emerge un fatto: un video di successo non è un atto di sola fortuna. Au contraire.

Case study 1: Unbox Therapy

Un primo case study interessante è Unbox Therapy, curato dal canadese Lewis Hilsenteger. Con oltre 6 milioni di iscritti, il canale YouTube è dedicato ala scoperta di gadget tecnologici. Lo stile informale, la sorpresa durante l’apertura delle confezioni, la professionalità (arredamento pulito, qualità video e audio, durata breve) sono segni di un lavoro pensato. Il video in cui Lew piega un iPhone 6 Plus (“bendgate”, 2014) ha ricevuto una diffusione virale (oltre 69 milioni di views!).

Case study 2: McJuggerNuggets

Un secondo case study è Jesse Ridgeway, laureato alla Rowan University in Radio/TV/Film e youtuber dal 2006. Il suo canale ha acquisito grande popolarità (oltre 3 milioni di iscritti) grazie alla “Psycho Series”. In un pathos di crescente tensione psicologica, il protagonista fugge dal padre psicopatico per finire in Svizzera (!). Il tutto, condito dalla musica di Juliette Reilly, youtuber e neo-musicista pop.

L’intera serie viene auto-prodotta, impiegando gli stessi familiari e amici come attori. La recitazione non è sempre perfetta, talvolta si intuisce che il video non descrive la realtà. Tuttavia, la narrazione regge e i colpi di scena portano gli utenti a seguire gli episodi.

Youtuber in Ticino: chi sono?

Nonostante le opportunità già illustrate, in Ticino non si riscontrano molti youtuber di successo. Forse unica eccezione è Shanti Winiger con il suo canale Shanti Lives. Classe 1989 e laureata in psicologia all’università di Losanna. In un’intervista a ticinonews risalente a novembre 2015, Shanti conferma quanto le collaborazioni siano importanti. Fare video con qualcuno che è già conosciuto permetterà alla gente di scoprire l’esistenza del proprio canale.

Professione youtuber: libro

Con questo articolo, l’autore ha trasmesso una serie di idee imprenditoriali, cercando di porre l’attenzione sulla effettiva utilità di YouTube come media per il marketing. Prima di buttarsi a capofitto senza idee, conviene leggersi un buon libro.

Professione youtuber, di Paolo Crespi e Mark Perna, Apogeo Education, 2016 (ISBN-13: 978-8891614544).

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