Recensione Apple MacBook Pro 15” 2016: il futuro è USB-C

 In Apple

Durante un evento Apple a ottobre 2016 sono stati presentati i MacBook Pro 15” e 13”. Il successore della linea di portatili – noti e amati da grafici e video maker per la loro autonomia – presenta un approccio quantomeno “disruptive” che ha dato fastidio a molti professionisti.

Storicamente, i MacBook Pro sono macchine progettate per i professionisti, dotate di schermo Retina e delle porte che servono: USB 3 per connettere dischi esterni, HDMI per un monitor esterno, slot SD per trasferire fotografie, Thunderbolt 2 per periferiche ad alte prestazioni… Nonché una batteria da 99.5 wattora (fonte: Apple). Tutto questo cambia.

In questa recensione, verrà impiegato come riferimento un MacBook Pro 15” 2016 con 1TB di disco, Touch Bar e GPU AMD 460.

Apple MacBook Pro 15” 2016: i punti positivi

Sfatiamo subito qualche mito diffuso da Internet. Sulla macchina che l’autore sta utilizzando:

  1. non si è mai vista una sola anomalia grafica;
  2. mai visto alcun rallentamento;
  3. mai avuto surriscaldamenti;
  4. mai avuto spegnimenti dopo 4 ore.

Il form factor del nuovo notebook di Apple si evolve, diventando più fine e pertanto più leggero. Ai fini della portabilità si tratta di un vantaggio. Chi scrive, proviene da un Apple MacBook Pro 15” del 2010 e la differenza di peso si sente eccome. La qualità di assemblaggio, dal canto suo, è sorprendente. Il design e il colore space gray sono favolosi. Adobe CC funziona meravigliosamente. L’audio, la tastiera e il trackpad sono ottimi. In questi nuovi notebook, Apple ha finalmente integrato un sensore Touch ID per l’autenticazione. Per quanto gadget possa sembrare, velocizza il il login.

Recensione MacBook Pro 15” 2016

La Touch Bar è una novità: sostituendo la fila di tasti funzione (da F1 a F12) con una barra tattile, è possibile evidenziare specifiche funzioni dell’Applicazione attiva. Si va dagli smilies al controllo ortografia fino alle funzioni di Photoshop CC. Semplice gadget? Forse. A livello di accessibilità, la stessa barra tattile può mettere a portata di mano determinate funzioni.

L’utente medio non è ancora abituato a prestare un pizzico di attenzione in una zona di tastiera dove, fino al 2015, si trovavano dei semplici automatismi (alt+F4 su Windows). Pertanto, istintivamente, si tende a ignorare la Touch Bar.

USB-C e Thunderbolt 3: il futuro già oggi

Dopo Firewire e Thunderbolt 2 – coraggiosamente – Apple ha effettuato una scelta minimal in fatto di porte: addio a USB 3, HDMI, ethernet, miniDisplayPort. Tutte le porte standard impiegate fino ad oggi spariscono in favore di un univoco, reversibile, compatto e universale standard: 4 porte Thunderbolt 3 con connettore USB-C più un jack audio.

Questa scelta si adatta bene ai bisogni dei professionisti. Cestinando il Thunderbolt 2, Apple e Intel adottano il connettore USB-C. I vantaggi non sono indifferenti: ricarica e alimentazione senza cavi supplementari, trasferimento dati, connettore compatto e reversibile e supporto per device USB-C. Il futuro dell’informatica.

Nella pratica, un cavo di questo tipo permette di collegare un monitor esterno 5K e di caricare la batteria del MacBook Pro 2016. Gli “Alternate Mode” aggiungono il supporto per HDMI, Thunderbolt e DisplayPort. Finalmente un solo cavo!

Curiosità riguardo USB-C

  1. USB-C è uno standard adatto a trasportare sia corrente che dati.
  2. Il connettore USB-C è reversibile.
  3. Non tutti i cavi USB-C sono identici. Non tutti supportano Thunderbolt 3.
  4. Volendo evitare una miriade di cavi e cavetti, occorre un piccolo hub come il NEO C di MINIX. Funziona perfettamente. L’alternativa? Un Apple MacBook Pro 15′‘ del 2015!

Apple MacBook Pro 15” 2016: la questione della batteria

Con una carica completa (tempo idle: 20 ore) ed un utilizzo da web designer, chi scrive lavora senza problemi per un giorno (in media 8 ore). Stupidamente, Apple ha ridotto la batteria da 99.5 a 76 wattora per questo nuovo MacBook Pro 15” 2016. Laptopmag, in un articolo di Michael Andronico, riporta una stima di 10 ore e 32 minuti con utilizzo prevalentemente web.

Nell’utilizzo reale, i software che spingono su processore e scheda grafica discreta sono quelli che consumano la batteria più velocemente: Final Cut Pro X, Adobe Premiere senza contare videogiochi sono esempi classici. Si tratta di un comportamento non esclusivo al modello del 2016. macOS Sierra tende ad attivare la GPU discreta anche nei casi i cui la GPU integrata sarebbe sufficiente. Con conseguente impatto sulla batteria (consiglio: usare gfxCardStatus).

La morale è una: la batteria di questo nuovo Apple MacBook Pro 15” 2016 avrebbe dovuto restare identica alla generazione precedente! Una batteria più potente permette di poter lavorare più a lungo in ogni situazione.

Cosa non convince del MacBook Pro 15” 2016

Apple ha perso l’attenzione al dettaglio e forse il focus sugli utenti pro, coloro che hanno finanziato l’azienda per anni (studi grafici, tipografie, ecc.).

Out of the box, questo notebook non si può connettere a nessuna periferica. Coloro che hanno investito in costose periferiche Thunderbolt 2 (ad esempio le Apollo 8 Audio Interface), si troverebbero ad acquistare adattatori… sperando che funzionino. Nemmeno un mouse USB. Purtroppo, proporre solo 4 porte su una macchina Pro è una follia.

Grande assente dal notebook di Apple è lo slot SD. I fotografi e i giornalisti si ritrovano pertanto traditi. Immaginate una sala stampa gremita di giornalisti con i tavoli pieni dei loro notebook… chi trova spazio per un lettore SD esterno?

Mancano l’indicatore del livello di batteria sul case (molto pratico), nonché il LED sul cavo USB-C per capire lo stato di carica (altrettanto pratico).

Stupidamente, Apple ha eliminato persino il MagSafe: grazie ad un connettore magnetico, il distacco inavvertito del cavo di alimentazione non trascina con sé l’intero notebook. Vero, il connettore è differente dallo USB-C, tuttavia un adattatore magnetico sarebbe un must. Esistono soluzioni commerciali, quali Griffin BreakSafe e Snapnator. Altri soldi da spendere per un MacBook Pro 15′‘, già costoso.

Apple MacBook Pro 15'' 2016

Last but not least, i componenti sono saldati sulla scheda logica: addio upgrade della RAM, addio sostituzione del disco interno e della batteria. Benvenuta Apple Care!

Il packaging? È eccessivamente avaro di accessori. Viene fornito un ottimo cavo USB-C (che non supporta Thunderbolt 3 ma solo USB 2.0 per i dati). Non viene fornito però un solo adattatore USB, né un cavo Thunderbolt 3. La prolunga per il caricatore va acquistata a parte.

Il nuovo MacBook Pro 15” 2016 viene venduto ad un prezzo elevato (nonostante i costi di assemblaggio dovrebbero essere minori), senza accessori che aiutino la transizione. Da un prodotto premium ci si attende di più!

Il MacBook Pro 15” 2016 conviene?

In conclusione: conviene acquistare questa macchina? Coloro che sono attivi nel mondo della stampa, audio e fotografia potrebbero restare su un MacBook Pro del 2015. Certo, se Apple avesse concepito questo MacBook Pro 15′‘ in maniera meno drastica rispetto al passato, mantenendo lo slot SD, un MagSafe e la stessa batteria, le critiche sarebbero state minori.

Chi, come l’autore di questo blog, lavora sul digitale/web – senza bisogno di connettere molte periferiche – potrebbe fare il grande passo. Si tratta però di un’eccezione: la tariffa elevata e la mancanza di porte rendono questo MacBook Pro non consigliato.

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Showing 2 comments
  • Bravo Michele, bella recensione! A me manca soprattutto lo slot SD, che è una grande comodità.
    Per il resto penso che arriveranno presto le nuove periferiche adattate al Mac e allora il punto di vista su alcuni problemi oggettivi potrebbero cambiare…

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