WordPress: consigli pratici per scegliere un tema

 In Web design

Aziende, politici, giornalisti e blogger utilizzano ogni giorno una piattaforma di blogging. Beppe Grillo, PaulMcCartney e la PETA tanto per fare degli esempi. Ognuno ha trovato il proprio linguaggio visivo con l’utilizzo di un tema (in inglese “theme” o “template”). Immaginate il sito composto da due veli: il primo è il CMS, il secondo è il tema. Cambiando quest’ultimo, si modifica la grafica senza intaccare il resto.

Un lavoro professionale a livello di grafica rende un sito credibile: comunica con chiarezza e si presenta in maniera professionale. Capita non di rado che, dopo un restyling, l’azienda riceva maggiori contatti.

Dicevamo, pertanto: ci vuole un tema per un sito. La scelta in questo campo è vasta, molti sono gratuiti e molti a pagamento. Vediamo alcune regole di massima per orientarsi.

themeforestSapere cosa si sta cercando

Prima di andare a caccia di temi, occorre farsi un’idea del progetto che si sta affrontando. Serve un e-commerce oppure un portfolio? È utile disegnare il sito in Photoshop e capire esattamente cosa si vuole realizzare. Dopo si va alla ricerca di un tema vicino alle aspettative.

Responsive design

Un tema deve tassativamente essere responsive, ovvero adattarsi a tablet e smartphone, senza plugin di mezzo. Qualora un tema non fosse responsive, scartarlo subito!

Supporto multilingua

Oggi più che mai un sito è multilingua, soprattutto in Svizzera. Il sito va tradotto interamente (tema, plugin e contenuti). Con WordPress, occorre accertarsi se un determinato tema sia compatibile con WPML. Per completezza, su Joomla! occorre utilizzare una componente chiamata FaLang.

Abbonamento o a pagamento?

Non ho nulla contro i temi gratuiti. Se ci si trova bene con uno di questi, good for you. Detto questo, il lavoro si paga e  vale la pena sfogliare i temi commerciali, oppure investire nello sviluppo di un tema ad hoc.

Vi sono agenzie che hanno un loro framework, sul quale basano dei temi commerciali a loro marchio. Chi scrive ne ha provati due quando usava prevalentemente Joomla 2.5: JoomlArt e WidgetKit. Nei casi appena citati, una componente andava installata con il tema. In fase di design, l’autore si è confrontato con un ulteriore livello di complessità, dato dalla presenza di CSS in seno al framework e di uno al template. Non da ultimo, questi prodotti sono venduti con abbonamento e, allo scadere dello stesso, non si avrà più diritto agli aggiornamenti. No, grazie!

Invece, a quanto pare, si parla molto bene di un altro framework per WordPress chiamato StudioPress.

Funzionalità e opzioni

Molti temi vengono distribuiti con tante funzionalità e spesso vengono presentati con animazioni, foto di impatto ed effetti super cool… in buona parte inutili. Lo scopo è di impressionare e vendere. Fortunatamente, ogni agenzia seria offre una demo pubblica dei propri temi. Conviene studiarla bene e capire quanto il tema sia personalizzabile oltre la demo. Cercare di scoprire, ad esempio, se il template per la pagina di contatto è preimpostato, oppure se c’è modo di personalizzarlo ogni volta.

Per ogni tema di WordPress, vanno quindi verificati i seguenti punti:

  • presenza di un pannello di configurazione dedicato solo al tema (colori, logo, ecc.),
  • presenza di shortcodes, ormai indispensabili (piccoli pezzetti di codice per inserire video, colonne e altro),
  • le diverse tassonomie o template di pagina (portfolio, news, team, ecc.) inclusi,
  • integrazione del plugin Visual Composer (su WordPress) o equivalente,
  • qualora fossero inclusi plugin di terzi, questi vengono aggiornati?
  • codice ottimizzato per SEO,
  • rispetto degli standard web,
  • integrazione con Google Analytics.

Tenendo presenti tutti questi spunti di riflessione, dovrebbe essere un po’ più facile orientarsi nel mondo dei temi. A ognuno l’ardua decisione sul template preferito per un sito in Joomla!, piuttosto che per un blog in WordPress. Avete idee, temi da segnalare oppure osservazioni? Scrivete un commento!

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